← Tutte le news
News

Qualità e professionalità premiano gli affitti brevi: i dati CleanBnB

CleanBnB chiude il primo semestre 2026 con 3.154 appartamenti gestiti e un valore medio per soggiorno cresciuto del 5%. La professionalizzazione premia i gestori seri.

16 luglio 2026

Per il settore degli affitti brevi il 2026 si è aperto in un contesto tutt’altro che semplice. Tensioni geopolitiche, nuove politiche commerciali internazionali, un dibattito normativo sempre acceso e una narrazione mediatica che spesso ha dipinto le locazioni a breve termine come un problema anziché come una risorsa per il turismo italiano. Eppure, i numeri raccontano una storia diversa. Il mercato è vivo, florido, e continua a generare valore. Soprattutto per chi ha investito in qualità e professionalità.

I numeri del primo semestre 2026

CleanBnB, primo operatore italiano nella gestione professionale degli affitti brevi quotato in Borsa, ha chiuso il primo semestre 2026 con risultati che parlano chiaro: 3.154 appartamenti in gestione, 61.527 soggiorni gestiti e un gross booking value di 23,83 milioni di euro.

Il dato più interessante non è tanto il volume, quanto l’evoluzione qualitativa. Rispetto al primo semestre 2025, la società ha gestito il 2% in meno di pernottamenti, ma con una crescita del gross booking del 3%. Tradotto in pratica: ogni soggiorno gestito da CleanBnB nella prima metà del 2026 vale più di prima. Il valore medio per soggiorno ha superato i 387 euro, contro i circa 368 euro dello stesso periodo del 2025, segnando un incremento superiore al 5%.

La fine dell’improvvisazione

“Negli ultimi anni il nostro settore è stato spesso raccontato come il capro espiatorio di molte tensioni: l’aumento dei canoni, il degrado urbano, l’overtourism. Ma i numeri dimostrano che gli affitti brevi sono una componente ormai strutturale del turismo italiano”, ha dichiarato Francesco Zorgno, presidente di CleanBnB.

Il messaggio che Zorgno ha voluto trasmettere è netto: il mercato sta attraversando una fase di maturazione. Gli operatori improvvisati stanno lasciando spazio a realtà più solide, capaci di investire in tecnologia, qualità del servizio, conformità normativa e relazione con i proprietari. Dopo la prima stagione di espansione rapida, oggi a fare la differenza sono la qualità degli immobili, la capacità di gestire prezzi e distribuzione sui portali, l’attenzione all’accoglienza e il rapporto con il territorio.

Un mercato che si professionalizza

A rafforzare il momento positivo dell’azienda è arrivato anche l’inserimento di CleanBnB nell’Indice Intermonte Valore Italia, che seleziona le 100 PMI italiane quotate con il maggiore potenziale di crescita, nell’ambito del progetto PMI2Change di Banca Generali presentato a Palazzo Mezzanotte, sede di Borsa Italiana.

Questo riconoscimento non riguarda solo CleanBnB. Segnala che il property management professionale sta guadagnando legittimità anche agli occhi del mondo finanziario e istituzionale. Non è più un’attività di nicchia o un fenomeno temporaneo: è un’industria che sta attirando l’attenzione degli investitori, con tutto ciò che questo comporta in termini di standard operativi, trasparenza e governance.

Cosa significa per chi gestisce affitti brevi

Per i property manager, grandi o piccoli che siano, la direzione tracciata da CleanBnB indica alcune priorità strategiche. Prima di tutto, la qualità dell’immobile e del servizio non sono più optional, ma prerequisiti per competere in un mercato dove il valore medio per soggiorno cresce e gli ospiti sono disposti a pagare di più per esperienze all’altezza delle aspettative.

In secondo luogo, la tecnologia è un fattore abilitante irrinunciabile. Chi gestisce più proprietà senza un channel manager, senza strumenti di pricing dinamico e senza automazione della comunicazione con gli ospiti si trova in una posizione di svantaggio crescente rispetto ai competitor più strutturati.

Infine, la conformità normativa è diventata un elemento distintivo. Con l’introduzione del CIN, l’inasprimento dei controlli fiscali e le regolamentazioni comunali sempre più stringenti, chi opera nella legalità e nella trasparenza ha oggi un vantaggio competitivo reale, non solo reputazionale.

Il turismo italiano ha bisogno di professionisti

I dati del primo semestre 2026 confermano che il settore degli affitti brevi non è in crisi. Sta evolvendo, e l’evoluzione sta premiando chi ha fatto della professionalità il proprio tratto distintivo. In un contesto macroeconomico complesso, con consumatori sempre più attenti alla spesa ma anche più esigenti sulla qualità dell’esperienza, il valore medio in crescita è il segnale più importante: gli ospiti sono disposti a pagare per un servizio di qualità.

Per chi vuole iniziare o consolidare la propria attività nel property management, scopri come funziona il nostro servizio di gestione professionale e contattaci per una consulenza personalizzata.

Vuoi che Hello Host risponda ai tuoi ospiti?

Al telefono, su WhatsApp e via email, 24 ore su 24 in 5 lingue.

Prenota una demo gratuita →