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Affitti brevi, 90 moduli Ue per formare host e property manager

Il progetto europeo TSI porta in Italia oltre 90 moduli formativi e il portale nazionale delle professioni turistiche per host, gestori e property manager.

1 settembre 2026

Il settore degli affitti brevi e dell’ospitalità extra-alberghiera italiana sta per ricevere uno degli strumenti di qualificazione professionale più ambiziosi degli ultimi anni. Il Ministero del Turismo, in collaborazione con l’ENIT e con il sostegno finanziario della Commissione Europea, sta portando a compimento un progetto di formazione che mette a disposizione di host, gestori e property manager oltre 90 moduli formativi dedicati alle competenze che definiranno il futuro del turismo italiano.

Cosa prevede il progetto europeo TSI

L’iniziativa, denominata in ambito comunitario “Upskilling and Reskilling for the Green and Digital Transition of the Italian Tourism Sector”, rientra nel Technical Support Instrument (TSI), lo Strumento di Supporto Tecnico alle Riforme promosso dalla Commissione Europea. L’obiettivo è accompagnare la trasformazione digitale, green e professionale dell’intero comparto turistico nazionale, coinvolgendo in un unico percorso istituzionale il Ministero del Turismo, Federturismo Confindustria, le università, gli esperti di settore e i principali stakeholder del turismo italiano.

Per chi opera negli affitti brevi la novità non è secondaria. Le strutture extra-alberghiere — bed and breakfast, affittacamere, locazioni turistiche, case vacanza e, in modo esplicito, i property manager — sono state indicate tra i destinatari diretti dei percorsi formativi, con contenuti pensati per adattarsi alle esigenze operative reali di chi gestisce una o più proprietà destinate alla locazione turistica.

Oltre 90 moduli su quattro aree di competenza

Il cuore del progetto è un catalogo di oltre 90 moduli formativi organizzati attorno a quattro aree principali:

  • Competenze digitali: dall’uso delle piattaforme di prenotazione alla gestione dei dati degli ospiti, fino agli strumenti di automazione che stanno ridisegnando il lavoro quotidiano di host e property manager.
  • Competenze green: sostenibilità ambientale delle strutture, efficientamento energetico, gestione responsabile delle risorse e adeguamento alle crescenti aspettative di un mercato sempre più sensibile all’impatto ambientale del soggiorno.
  • Competenze organizzative: pianificazione delle attività, gestione delle scadenze normative, coordinamento di pulizie, manutenzioni e check-in, ottimizzazione dei processi operativi.
  • Competenze professionali: accoglienza, relazione con l’ospite, revenue management e tutti gli aspetti che distinguono un’attività improvvisata da una gestione professionale e sostenibile nel tempo.

I contenuti sono erogati attraverso formati pensati per essere compatibili con i tempi di chi gestisce un’attività: webinar, aule virtuali, corsi online, dirette formative e aggiornamenti continui. Una scelta che riconosce la specificità del settore, dove la disponibilità di tempo è spesso limitata e la formazione deve poter essere fruita in modo flessibile, senza sottrarre troppe ore all’operatività quotidiana.

Il Portale Nazionale delle Professioni Turistiche

Accanto ai moduli formativi, il progetto prevede il consolidamento del Portale Nazionale delle Professioni Turistiche, lo strumento che raccoglie i ruoli professionali del settore, i requisiti, i percorsi di formazione e gli aggiornamenti necessari per sviluppare una carriera nel turismo. Il portale rappresenta il punto di riferimento unico per chi vuole comprendere come si struttura oggi la professione e quali competenze servono per esercitarla in modo riconosciuto e aggiornato.

Un elemento particolarmente interessante per gli operatori degli affitti brevi è il Self-Assessment nazionale: uno strumento di autovalutazione attraverso il quale ogni operatore turistico potrà verificare il proprio livello di competenze professionali, individuare eventuali carenze formative e accedere a percorsi di aggiornamento specifici e mirati. In un settore in cui le regole cambiano rapidamente — dal CIN alle nuove aliquote della cedolare secca, fino agli obblighi di trasmissione dei dati — disporre di una mappa oggettiva delle proprie competenze diventa un vantaggio competitivo concreto, non un semplice esercizio formale.

Il percorso istituzionale e la fase attuale

Il progetto ha attraversato una fase tecnica articolata, scandita da una serie di incontri istituzionali. Nei workshop del 23 aprile e dell’11 maggio 2026, dedicati alla presentazione e alla validazione del Portale Nazionale delle Professioni Turistiche e degli strumenti di formazione specialistica, sono stati coinvolti i rappresentanti delle associazioni di categoria, tra cui il presidente nazionale di ANBBA Johnny Malerba, che ha portato il punto di vista delle strutture extra-alberghiere nei tavoli tecnici. La terza riunione di presentazione si è svolta il 5 giugno 2026 presso la sede dell’ENIT a Roma, alla presenza dell’amministratore delegato dell’ENIT Ivana Jelinic e del segretario generale del Ministero del Turismo Emanuela Tripi.

Conclusa la fase tecnica, il progetto entra ora nella fase di divulgazione territoriale, con l’obiettivo di coinvolgere Comuni turistici, Pro Loco, enti e associazioni locali. Per accompagnare questa attività sono previsti nei prossimi mesi una serie di webinar informativi dedicati agli operatori turistici e alle realtà locali, finalizzati a illustrare contenuti, strumenti e opportunità offerte dal programma europeo, in collaborazione con l’ENIT e il Ministero del Turismo.

Perché conta per host e property manager

La portata di questa iniziativa va oltre la semplice offerta di corsi. Si tratta di un segnale preciso: la qualificazione professionale sta diventando un fattore sempre più centrale nella competizione del settore. In un mercato degli affitti brevi che si professionalizza rapidamente, dove le amministrazioni comunali stringono sui limiti e il fisco intensifica i controlli, la differenza tra chi cresce e chi arretra si misura sempre più sulla capacità di gestire la complessità — normativa, fiscale, tecnologica e relazionale.

Per un property manager che gestisce più proprietà, la possibilità di autovalutare le proprie competenze e accedere a percorsi di aggiornamento mirati rappresenta un’opportunità concreta per ridurre i rischi operativi, migliorare la qualità del servizio offerto ai proprietari e agli ospiti e posizionarsi come interlocutore affidabile in un contesto che premia sempre più la professionalità certificata rispetto all’improvvisazione.

Anche per il singolo host, che affitta una o due proprietà, il valore è tangibile: capire esattamente quali competenze mancano — dalla gestione fiscale alla comunicazione con l’ospite, dalla sostenibilità alla digitalizzazione — consente di colmare i gap prima che diventino problemi, trasformando un’attività spesso gestita “per passione” in una fonte di reddito più stabile e tutelata.

L’iniziativa si inserisce in un quadro più ampio in cui il turismo italiano punta a consolidare il proprio primato investendo sulla qualità dell’offerta. Per chi opera negli affitti brevi, il messaggio è chiaro: la formazione non è più un optional, ma una leva strategica per restare competitivi in un settore destinato a professionalizzarsi sempre di più.

Come prepararsi fin da ora

In attesa che i moduli formativi e il Self-Assessment nazionale diventino pienamente operativi, ci sono alcuni passi concreti che host e property manager possono compiere fin da subito per non farsi trovare impreparati.

Il primo è fare un inventario onesto delle proprie competenze, diviso per area: quanto sei solido sul fronte fiscale e normativo, quanto su quello digitale, quanto sulla sostenibilità della struttura e quanto sulla relazione con l’ospite. Identificare i punti deboli prima che il mercato li renda evidenti è il modo più efficace per trasformare la formazione in un investimento, e non in un costo da subire.

Il secondo è restare aggiornati sugli appuntamenti di divulgazione territoriale in arrivo. Poiché il progetto prevede il coinvolgimento diretto di Comuni turistici, Pro Loco e associazioni locali, è probabile che nei prossimi mesi emergano occasioni di formazione e approfondimento anche a livello locale, spesso più accessibili e più vicine alle specificità del proprio territorio.

Il terzo è integrare da subito, dove possibile, le pratiche che il progetto intende diffondere: una gestione più attenta dei dati degli ospiti, una maggiore trasparenza nella comunicazione, un approccio più consapevole all’efficienza energetica e alla riduzione dell’impatto ambientale. Chi arriva a questi appuntamenti avendo già impostato la propria attività in questa direzione potrà cogliere i benefici della transizione digitale e green con un vantaggio reale rispetto a chi parte da zero.

La direzione è tracciata: la professionalizzazione del settore non sarà un processo calato dall’alto, ma una sfida che ogni operatore può decidere di anticipare. E in un comparto dove la concorrenza cresce e le regole si fanno più stringenti, chi investe oggi nelle proprie competenze costruisce il margine che domani farà la differenza tra un’attività che resiste e una che cresce.

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