Airbnb introduce la cancellazione estesa a pagamento: come funziona e cosa cambia per gli host
Airbnb lancia l'Extended Cancellation Option: gli ospiti pagano un extra per cancellare fino a 24 ore prima senza penali. L'host viene comunque pagato. Ecco tutto quello che devi sapere.
Airbnb ha iniziato a distribuire una nuova funzionalita’ che potrebbe ridefinire il rapporto tra host e ospiti sul fronte delle cancellazioni. Si chiama Extended Cancellation Option, ed e’ un’opzione a pagamento che permette agli ospiti di ottenere un rimborso completo fino a 24 ore prima del check-in, indipendentemente dalla politica di cancellazione impostata dall’host. La notizia e’ rilevante perche’ il meccanismo di compensazione e’ strutturato in modo da non penalizzare l’host: se l’ospite cancella, e’ Airbnb a coprire la differenza.
Come funziona l’Extended Cancellation Option
Il meccanismo e’ relativamente lineare. Al momento della prenotazione, l’ospite vede la possibilita’ di aggiungere l’opzione di cancellazione estesa pagando una commissione aggiuntiva direttamente ad Airbnb. Una volta acquistata, l’ospite puo’ cancellare la prenotazione per qualsiasi motivo fino a 24 ore prima dell’inizio del soggiorno e ricevere un rimborso completo.
Dal lato dell’host non cambia nulla: la politica di cancellazione impostata sull’annuncio rimane in vigore. Se l’ospite con l’Extended Cancellation Option decide di cancellare, Airbnb lo rimborsa integralmente ma versa comunque all’host quanto previsto dalla sua politica. La differenza economica e’ interamente a carico della piattaforma.
In pratica, l’ospite paga per eliminare il proprio rischio di penale, l’host incassa quanto pattuito, e Airbnb assorbe il costo della flessibilita’ concessa. Le date si liberano immediatamente e l’annuncio torna prenotabile. La cancellazione non incide sul tasso di cancellazione dell’host ne’ sullo status di Superhost.
Se invece l’ospite cancella nelle ultime 24 ore prima del check-in, si applica la politica standard dell’host e la commissione pagata per l’opzione estesa non viene rimborsata.
Dove e’ disponibile e per quali annunci
Al momento del lancio l’opzione e’ attiva in 12 paesi: Argentina, Canada, Cile, Colombia, Irlanda, Paesi Bassi, Filippine, Polonia, Svezia, Turchia, Stati Uniti e Vietnam. L’Italia non e’ ancora nella lista, ma l’espansione progressiva di questo tipo di funzionalita’ suggerisce che potrebbe arrivare nei prossimi mesi, come spesso accade con le novita’ lanciate prima nei mercati anglofoni.
Sono automaticamente inclusi tutti gli annunci con politica Moderate, Firm, Strict (nella versione precedente) e Limited. Non viene invece proposta sugli annunci con politica Flexible, dove la cancellazione e’ gia’ sufficientemente permissiva. In ogni caso l’host puo’ disattivare manualmente l’opzione dalle impostazioni, anche se mantenerla attiva non comporta alcun costo o rischio diretto.
Gli host possono riconoscere queste prenotazioni in due modi: i dettagli della prenotazione indicheranno che l’ospite ha selezionato l’Extended Cancellation Option, e lo stesso sara’ riportato nell’email di conferma della prenotazione.
Perche’ Airbnb sta spingendo sulla flessibilita’
L’Extended Cancellation Option non e’ un gesto di generosita’ verso gli ospiti. E’ un prodotto. Airbnb lo vende, incassa la commissione, e trattiene l’intero ricavo senza condividerlo con l’host. Si inserisce in una strategia piu’ ampia, in cui la piattaforma sta costruendo flussi di ricavo alternativi oltre alla commissione standard: assicurazioni di viaggio, pagamenti rateali con Reserve Now Pay Later, e ora la flessibilita’ di cancellazione.
La differenza rispetto al passato e’ filosofica: finora la rigidita’ di una prenotazione era un dato di fatto. Oggi Airbnb la tratta come un problema che l’ospite puo’ risolvere pagando. In un mercato dove Booking.com offre gratuitamente la flessibilita’ Smart Flex su molte strutture, Airbnb ha scelto la strada opposta: monetizzare direttamente la tranquillita’ dell’ospite.
Cosa significa per i property manager italiani
Anche se l’Italia non e’ ancora nella lista dei paesi attivi, ci sono implicazioni immediate da considerare. La prima e’ che il mercato globale si sta muovendo verso una maggiore flessibilita’ di cancellazione, e le piattaforme stanno trovando modelli di business per renderla sostenibile senza scaricare il costo sugli host.
La seconda e’ che quando l’opzione arrivera’ in Europa continentale, il confronto con Booking.com diventera’ piu’ interessante. Booking.com propone Smart Flex senza costi aggiuntivi per l’ospite, ma lascia all’host la responsabilita’ economica della cancellazione. Airbnb invece protegge l’host e fa pagare l’ospite. Sono due filosofie opposte, e i property manager dovranno valutarle in base al proprio modello di business.
La terza implicazione riguarda la strategia di prezzo e politica di cancellazione. In un mercato dove gli ospiti possono “comprare” la flessibilita’, una politica Strict non e’ piu’ un deterrente assoluto: e’ un ostacolo superabile pagando. Questo potrebbe paradossalmente aumentare le prenotazioni in alta stagione, quando gli ospiti vogliono garantirsi la flessibilita’ senza rinunciare alla struttura che preferiscono.
Considerazioni pratiche
Per chi gestisce affitti brevi in Italia oggi, il consiglio e’ di monitorare l’evoluzione di questa funzionalita’. Quando arrivera’, ci saranno tre cose da fare: capire se mantenerla attiva (riduce l’attrito per l’ospite senza costi per l’host), adattare la propria politica di cancellazione sapendo che gli ospiti possono aggirarla, e confrontare il proprio pricing con la realta’ di un mercato dove la flessibilita’ si compra.
Nel frattempo, puoi approfondire come funziona la gestione professionale degli affitti brevi o contattarci per una valutazione del tuo portafoglio immobili.
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