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Calabria domina la Top 10 delle case al mare cercate dagli stranieri

Secondo Gate-away.com quasi il 30% delle ricerche estere di case vacanza in Italia si concentra sulla Calabria. Tortora, Tropea e Parghelia guidano la classifica. Cosa significa per host e property manager.

13 luglio 2026

La geografia degli investimenti immobiliari turistici in Italia sta cambiando volto. I dati del primo semestre 2026 elaborati da Gate-away.com, il portale di riferimento per la domanda estera di immobili nel nostro Paese, raccontano uno spostamento profondo delle preferenze degli acquirenti internazionali: dalle mete iconiche e inflazionate verso località capaci di offrire autenticità, qualità della vita e soprattutto un rapporto qualità-prezzo più accessibile. E la grande protagonista di questa trasformazione è la Calabria.

Sei comuni calabresi nella Top 10 nazionale

Il dato più eclatante dello studio è la concentrazione geografica: la Calabria da sola intercetta quasi il 30% di tutte le richieste estere dirette alle coste italiane, posizionando ben sei comuni all’interno della Top 10 nazionale. A guidare la classifica è Tortora, nella Riviera dei Cedri, seguita da Parghelia e Tropea sulla Costa degli Dei, poi Scalea, Santa Maria del Cedro e Sant’Andrea Apostolo dello Ionio sulla Costa degli Aranci.

Questo posizionamento di massa non è un caso isolato. Dimostra come gli investitori stranieri, che spesso cercano immobili per trascorrere lunghi periodi dell’anno o per lavorare da remoto, riconoscano nella regione un’alternativa competitiva ai mercati premium del Mediterraneo. Il resto della Top 10 include destinazioni consolidate del turismo internazionale come Sanremo, Siracusa, Castelsardo e Positano, ma la densità calabrese è senza precedenti.

“Il valore medio delle proprietà ricercate si attesta a circa 598 mila euro, ma il grosso del mercato si concentra nella fascia al di sotto dei 250 mila euro, confermando che il fenomeno va ben oltre il solo segmento luxury”, ha spiegato Simone Rossi, co-fondatore di Gate-away.com. “Oggi non vince necessariamente la località più famosa, ma quella che riesce a offrire autenticità, qualità della vita e un investimento sostenibile nel tempo.”

Chi compra e cosa cerca

I mercati di provenienza vedono in testa gli Stati Uniti con oltre il 23% delle preferenze, seguiti da Regno Unito e Germania. In forte crescita anche i Paesi del Nord Europa, con Svezia, Paesi Bassi e Belgio che mostrano performance significative. Una quota del 6% è rappresentata da stranieri già residenti in Italia che scelgono di acquistare una seconda casa per le vacanze o per metterla a reddito.

La tipologia contrattuale più ambita resta l’appartamento, con il 31,6% delle preferenze, seguito dalle ville indipendenti al 24,3%. Un dato che suggerisce una domanda orientata più alla praticità che al lusso: gli acquirenti cercano immobili già ristrutturati o pronti da vivere, con una netta preferenza per soluzioni chiavi in mano che possano essere immediatamente inserite nel circuito degli affitti brevi.

Cosa significa per il mercato degli affitti brevi

Per i property manager e gli host che operano nel segmento delle locazioni turistiche, questi dati rappresentano un’opportunità e un campanello d’allarme insieme. L’opportunità è evidente: l’afflusso di capitale straniero verso aree finora considerate di nicchia sta creando nuovo inventory di qualità per il mercato degli affitti brevi. Immobili acquistati con l’intento dichiarato di generar reddito attraverso le piattaforme di prenotazione online.

Ma c’è anche un rischio: la concentrazione di investimenti in aree con infrastrutture turistiche ancora in via di sviluppo potrebbe generare un eccesso di offerta rispetto alla domanda reale di pernottamenti. Non basta che una località sia bella e conveniente: servono collegamenti, servizi, attrattive culturali e una strategia di promozione territoriale coordinata.

Il Salento resta primo per volume, Cinque Terre e Gargano in crescita

Sul piano delle macro-aree, il Salento mantiene il primato per volume complessivo di richieste, confermando il suo status di destinazione matura per il turismo immobiliare internazionale. Ma i tassi di crescita più interessanti si registrano altrove: le Cinque Terre e il Gargano mostrano incrementi significativi di interesse, segno di una domanda sempre più curiosa e distribuita sull’intero territorio nazionale.

Implicazioni per chi gestisce affitti brevi

Per i gestori professionali, questa ridistribuzione geografica della domanda estera suggerisce alcune linee d’azione concrete. Primo: diversificare il portafoglio immobiliare in gestione, includendo proprietà in aree emergenti che possono offrire margini più interessanti rispetto ai mercati saturi. Secondo: investire nella comunicazione multilingue e nel marketing internazionale, perché il cliente tipo sta cambiando: non è più solo il turista di passaggio ma spesso un acquirente che vuole testare la località prima di comprare.

Terzo, e forse più importante: prepararsi a standard qualitativi più elevati. L’acquirente straniero, soprattutto se proveniente da mercati anglosassoni o nordeuropei, ha aspettative alte in termini di professionalità della gestione, trasparenza delle comunicazioni e qualità dei servizi. Non si accontenta del check-in fai-da-te con la cassetta di sicurezza: vuole un’esperienza paragonabile a quella di un boutique hotel.

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