← Tutte le news
News

Affitti brevi UE: 258,8 milioni di notti nel Q2 2026 (+5,3%)

Eurostat: 258,8 milioni di notti prenotate online negli affitti brevi UE tra aprile e giugno 2026, +5,3% sull'anno e +23,9% sul 2024. Italia nella top 10.

4 ottobre 2026

Il mercato degli affitti brevi in Europa non rallenta. Secondo gli ultimi dati pubblicati da Eurostat, tra aprile e giugno 2026 sono state prenotate tramite piattaforme online 258,8 milioni di notti in alloggi per soggiorni di breve durata, con un aumento del 5,3% rispetto allo stesso trimestre del 2025, pari a 13,1 milioni di pernottamenti in più.

Il confronto su due anni è ancora più netto: rispetto al secondo trimestre del 2024 la crescita raggiunge il 23,9%, con circa 50 milioni di notti aggiuntive. Un trend che conferma come la domanda di case vacanza, appartamenti e B&B prenotati su Airbnb, Booking ed Expedia continui a espandersi in modo strutturale, ben oltre i livelli pre-pandemia.

Un settore che cresce di trimestre in trimestre

Il dato del secondo trimestre si inserisce in una traiettoria ormai consolidata. Nel primo trimestre del 2026 Eurostat aveva già registrato 144,3 milioni di pernottamenti, con un aumento del 9,7% sull’anno precedente. Il balzo del Q2 a 258,8 milioni è fisiologico, perché i mesi da aprile a giugno intercettano l’avvio della stagione turistica, ma la crescita percentuale positiva in entrambi i trimestri racconta una domanda che non è più confinata all’estate.

Per chi gestisce immobili destinati alle locazioni brevi, questo significa una cosa precisa: il calendaro non si esaurisce più nei soli mesi di luglio e agosto. La crescita distribuita su più trimestri apre spazi concreti per strategie di pricing dinamico e per l’allungamento della stagione, due leve che i property manager più strutturati stanno già utilizzando per aumentare il tasso di occupazione medio annuo.

Le mete più richieste: Mediterraneo e grandi metropoli

Sul fronte geografico, Eurostat fotografa anche la mappa delle regioni più popolari per gli alloggi a breve termine prenotati online. Ai primi posti si collocano le Isole Canarie in Spagna e il Rodano-Alpi in Francia, con 8,8 milioni di notti ciascuna, seguite dall’Andalusia, sempre in Spagna, con 8,3 milioni di notti.

Tra le dieci regioni più gettonate, cinque si trovano in Spagna, tre in Francia e due in Italia: Lazio e Lombardia. In pratica, Roma e Milano si confermano i poli italiani della domanda di affitti brevi prenotati online, in linea con il loro ruolo di destinazioni turistiche e business di primo piano.

La predominanza di Spagna e Francia nella classifica non è casuale: si tratta di mercati con un’offerta ricettiva extralberghiera molto ampia e matura, dove le piattaforme online hanno raggiunto una penetrazione elevata. Il fatto che l’Italia sia comunque rappresentata da due regioni nella top 10 segnala che il prodotto italiano resta competitivo, soprattutto nelle grandi città, dove la combinazione tra patrimonio culturale, servizi e accessibilità continua ad attrarre viaggiatori da tutta Europa.

Perché Lazio e Lombardia trainano la domanda italiana

La presenza di Lazio e Lombardia nella top 10 europea non è un dettaglio statistico: riflette la natura duplice di queste due regioni. Roma, nel Lazio, è una destinazione che unisce il turismo culturale e monumentale a un flusso costante di viaggiatori business e istituzionali. Milano, in Lombardia, è il motore economico del Paese, con un calendario di fiere, congressi ed eventi che genera domanda di alloggi a breve termine durante tutto l’anno, non solo in estate.

Questa caratteristica è un vantaggio competitivo concreto per chi gestisce immobili in queste aree: la domanda è meno stagionale e più distribuita, il che si traduce in un tasso di occupazione medio annuo più elevato e in una minore dipendenza dal picco estivo. È anche il motivo per cui, in queste città, la regolamentazione comunale e il dibattito sulla pressione abitativa sono particolarmente intensi: l’elevata domanda di affitti brevi convive con una forte domanda residenziale, e il bilanciamento tra le due è al centro dell’agenda delle amministrazioni locali.

La crescita non è uniforme: leggere i dati nel dettaglio

Il +5,3% del secondo trimestre 2026 va letto con attenzione, perché la media europea nasconde velocità molto diverse tra i singoli paesi. Alcuni mercati, soprattutto nell’Europa meridionale e orientale, crescono a ritmi nettamente superiori alla media, trainati da una domanda internazionale in forte espansione e da un’offerta ancora in fase di sviluppo. Altri mercati, più maturi, mostrano tassi di crescita più contenuti, segno di un settore che si sta assestando dopo anni di espansione a doppia cifra.

Per un host o un property manager italiano, questo significa che la strategia non può basarsi su una lettura unica del mercato europeo. Occorre osservare la propria destinazione specifica: una città d’arte, una località balneare e una meta business rispondono a dinamiche di domanda completamente diverse, e i dati aggregati europei servono da cornice, non da bussola operativa. La vera leva resta l’analisi dei dati locali — tasso di occupazione, tariffa media, stagionalità — incrociata con i segnali macro che Eurostat mette a disposizione con cadenza trimestrale.

Cosa cambia per host e property manager italiani

Per chi opera nel mercato italiano, questi dati hanno implicazioni operative concrete. La prima riguarda la competizione internazionale: la crescita diffusa in tutta Europa significa che i viaggiatori hanno più opzioni tra cui scegliere, e il confronto non avviene più solo tra destinazioni italiane, ma tra città europee. Per emergere, la qualità dell’annuncio, la reputazione e la gestione professionale diventano fattori decisivi.

La seconda implicazione riguarda la destagionalizzazione. La domanda in crescita anche fuori dai mesi estivi invita a non spegnere il calendario a settembre, ma a lavorare su segmenti come i viaggiatori business, gli smart worker e i visitatori di eventi e fiere, particolarmente rilevanti in città come Milano e Roma.

La terza riguarda il pricing. Un mercato in espansione non è automaticamente un mercato facile: la crescita dell’offerta, che in diverse città italiane ha superato quella della domanda, impone una tariffazione data-driven, capace di massimizzare il ricavo per notte disponibile senza perdere occupazione. Gli strumenti di revenue management, un tempo riservati agli hotel, sono ormai accessibili anche ai singoli host e ai property manager.

Un quadro europeo in evoluzione

Il contesto in cui questi dati si collocano è quello di un settore sempre più regolamentato. L’Unione europea ha introdotto il regolamento 2024/1028 sulla trasparenza e lo scambio dei dati degli affitti a breve termine, e il dibattito sulla regolamentazione degli affitti brevi nelle città ad alta pressione abitativa resta aperto. La crescita continua della domanda, documentata da Eurostat, è proprio uno degli elementi che alimenta la discussione su come bilanciare le opportunità economiche del settore con le esigenze abitative delle comunità locali.

Per gli host e i property manager, questo significa che operare in modo conforme — CIN, obblighi fiscali, comunicazioni alle autorità — non è più un’opzione ma una condizione per restare competitivi in un mercato che cresce e che, al tempo stesso, viene osservato con crescente attenzione dalle istituzioni.

La lettura complessiva è chiara: il secondo trimestre 2026 conferma che gli affitti brevi sono una componente stabile e in espansione dell’economia turistica europea, e che l’Italia, con Lazio e Lombardia nella top 10, continua a giocare un ruolo da protagonista. Per trasformare questa domanda in ricavi sostenibili, la differenza la faranno la qualità della gestione, la strategia di prezzo e la capacità di presidiare tutti i canali di prenotazione.

Per approfondire come ottimizzare la gestione dei tuoi immobili alla luce di questi trend, puoi scoprire come funziona il nostro servizio o contattarci per una consulenza personalizzata.

Vuoi che Hello Host risponda ai tuoi ospiti?

Al telefono, su WhatsApp e via email, 24 ore su 24 in 5 lingue.

Prenota una demo gratuita →