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Fondo Turismo 2026-2028: 150 milioni a fondo perduto per il ricettivo

In arrivo i decreti attuativi del Fondo Turismo: 150 milioni (50 all'anno) e contributi a fondo perduto fino al 60% per digitalizzazione, destagionalizzazione ed ESG nelle strutture ricettive.

15 settembre 2026

Con la chiusura della stagione estiva si apre per le strutture ricettive italiane la finestra decisiva per pianificare gli investimenti del prossimo triennio. Il Fondo Turismo 2026-2028, introdotto dalla Legge di Bilancio e in attesa dei decreti attuativi del Ministero del Turismo, mette a disposizione 150 milioni di euro complessivi — ripartiti in 50 milioni all’anno per il 2026, il 2027 e il 2028 — con contributi a fondo perduto che possono arrivare a coprire fino al 60% degli investimenti ammissibili. Una misura che interessa da vicino anche il mondo extralberghiero: tra i beneficiari figurano esplicitamente bed and breakfast, agriturismi e strutture extra-ricettive, accanto ad hotel e resort.

Una misura a tre pilastri

Il Fondo Turismo 2026-2028 nasce con l’obiettivo di elevare la competitività della destinazione Italia attraverso tre direttrici di intervento ben definite, ognuna delle quali tocca in modo diretto l’operatività quotidiana di chi gestisce una struttura ricettiva o un portafoglio di immobili in affitto breve.

Il primo pilastro è l’innovazione tecnologica e digitalizzazione: sono finanziabili l’adozione di software gestionali avanzati (property management system di nuova generazione), sistemi automatizzati di self check-in, strumenti basati sull’intelligenza artificiale per il revenue management e l’ottimizzazione dell’esperienza dell’ospite. Per un property manager che gestisce più immobili, questo significa poter ammodernare la propria infrastruttura tecnologica con un contributo pubblico, riducendo il costo vivo dell’investimento.

Il secondo pilastro è la destagionalizzazione dell’offerta, un tema centrale per il settore degli affitti brevi: rientrano tra le spese ammissibili la creazione di spazi polifunzionali, l’adeguamento delle strutture al turismo d’affari (segmento MICE), la realizzazione di centri benessere, piscine riscaldate, aree outdoor coperte e servizi esperienziali attivi tutto l’anno. Sono esattamente gli interventi che permettono di attrarre flussi turistici anche nei mesi di bassa stagione, allungando il calendario delle prenotazioni e stabilizzando i ricavi.

Il terzo pilastro è l’adeguamento agli standard ESG (Environmental, Social and Governance): efficientamento energetico degli edifici, installazione di impianti da fonti rinnovabili come fotovoltaico, solare termico e pompe di calore, riduzione degli sprechi idrici, certificazioni ambientali (ISO 14001, LEED, GSTC) ed eliminazione delle barriere architettoniche.

Quanto si può ottenere: le tre finestre di progetto

Il bando prevede condizioni differenziate in base alla dimensione del progetto, con una struttura a tre livelli che premia in particolare gli investimenti di media dimensione.

Per i progetti di piccola dimensione, dedicati a digitalizzazione, software PMS, interventi minori di efficientamento energetico e domotica, il contributo a fondo perduto va dal 40% al 50% delle spese ammissibili. Per i progetti di media dimensione, che comprendono riqualificazione energetica, strutture per la destagionalizzazione, certificazioni ESG e domotica avanzata, si arriva fino al 60% a fondo perduto. Per i grandi progetti, che includono ristrutturazioni edilizie complesse, ampliamenti strutturali e interventi di neutralità carbonica dell’immobile, è previsto un mix di fondo perduto e finanziamento agevolato.

La dotazione complessiva è definita dall’articolo 1, commi 469-470, della legge 199/2025 (Legge di Bilancio 2026), e la misura è gestita da Invitalia per conto del Ministero del Turismo.

Chi può partecipare

I beneficiari del Fondo Turismo 2026-2028 sono le imprese del settore turistico-ricettivo: hotel, alberghi, bed and breakfast, resort, agriturismi e strutture extra-ricettive. Per il comparto degli affitti brevi, il riferimento è quindi alle attività esercitate in forma imprenditoriale: property manager con partita IVA, gestori di case vacanza e locazioni turistiche strutturati come impresa, in possesso di codice ATECO abilitato al settore turistico-ricettivo e della regolarità contributiva e fiscale (DURC).

Vale la pena sottolineare la differenza rispetto ad altri incentivi già attivi: mentre il Fondo Green Tour — chiuso il 15 settembre 2026 — seguiva una procedura a sportello, con le domande esaminate in ordine cronologico fino a esaurimento fondi, il Fondo Turismo 2026-2028 adotta una procedura a graduatoria con punteggio. Non conta quindi solo la rapidità di invio, ma la qualità del progetto: la solidità tecnica della diagnosi energetica, la coerenza del piano di digitalizzazione e la presenza di titoli premiali possono fare la differenza nella formazione della graduatoria.

Come prepararsi: la roadmap

Gli esperti di finanza agevolata consigliano di muoversi con largo anticipo rispetto all’apertura dello sportello. La preparazione di diagnosi energetiche, computi metrici e progetti di digitalizzazione richiede diversi mesi di lavoro: chi attende il giorno dell’apertura delle domande rischia concretamente di rimanere escluso dalle risorse a fondo perduto.

Il primo passo è un’analisi dei fabbisogni, per identificare gli interventi tecnici, digitali o strutturali prioritari e verificarne la rispondenza ai criteri di ammissibilità. Segue lo studio di fattibilità ESG e tecnologica, con l’elaborazione di diagnosi energetiche e piani di transizione digitale firmati da tecnici abilitati. Infine, è necessario raccogliere preventivi di spesa dettagliati e computi metrici da parte dei fornitori della filiera informatica ed edilizia.

Come si presenta la domanda

La presentazione della domanda non avviene per via cartacea né tramite semplice email, ma attraverso la piattaforma telematica ufficiale di Invitalia, seguendo un iter digitale preciso. Prima di accedere alla piattaforma, il legale rappresentante della struttura — o il consulente delegato — deve disporre di SPID o CIE per l’autenticazione, di firma digitale per sottoscrivere domanda e moduli allegati, e di una posta elettronica certificata (PEC) attiva e registrata.

All’apertura dello sportello digitale, la domanda si compila interamente online caricando i dati aziendali e i requisiti (codice ATECO abilitato, regolarità del DURC, bilanci degli ultimi tre anni), la documentazione tecnica (diagnosi energetica firmata, piani di transizione digitale, computi metrici con preventivi) e gli eventuali titoli premiali, come certificazioni ambientali, Rating di Legalità o certificazione della parità di genere.

Una volta approvato il progetto, le imprese ammesse possono richiedere un’anticipazione fino al 30% del contributo a fondo perduto, dietro presentazione di una fideiussione bancaria o assicurativa, per facilitare l’avvio dei cantieri.

Perché è importante per host e property manager

Questo incentivo arriva in un momento di trasformazione profonda del settore extralberghiero. Tra CIN, cedolare secca al 26%, abbassamento della soglia di imprenditorialità e nuove regole europee in discussione, il comparto sta vivendo una fase di professionalizzazione accelerata. Avere accesso a risorse a fondo perduto per digitalizzare la gestione, migliorare l’efficienza energetica e destagionalizzare l’offerta può fare la differenza tra restare competitivi o essere progressivamente marginalizzati in un mercato sempre più regolamentato e selettivo.

Per chi gestisce immobili in affitto breve, i tre pilastri del Fondo toccano altrettanti fattori chiave del risultato economico: la tecnologia riduce i costi operativi e migliora l’esperienza dell’ospite, la destagionalizzazione aumenta l’occupazione nei mesi di spalla, l’efficienza energetica abbatte le bollette e rende la struttura più attrattiva per una domanda internazionale sempre più sensibile alla sostenibilità. Non a caso, l’adeguamento ai criteri ESG viene considerato non solo una voce di spesa incentivabile, ma una leva per l’accesso al credito bancario e per l’attrazione di ospiti ad alto valore.

Il contesto: perché partire subito

La tempistica è tutt’altro che indifferente. Lo stanziamento è già confermato nella Legge di Bilancio, ma l’apertura effettiva dello sportello dipende dall’uscita dei decreti attuativi del Ministero del Turismo, che definiranno le date ufficiali. Il consiglio ricorrente tra gli operatori del settore è di non aspettare il giorno dell’apertura delle domande: la documentazione tecnica richiesta — diagnosi energetiche firmate da tecnici abilitati, piani di transizione digitale, computi metrici con preventivi dettagliati — non si improvvisa in pochi giorni. Chi inizia a lavorare sulla documentazione in autunno arriva allo sportello con un progetto pronto e con maggiori probabilità di scalare la graduatoria.

Per i professionisti del settore, inoltre, la misura si inserisce in un quadro di sostegno pubblico che sta diventando più articolato: dopo il Fondo Green Tour, il Fondo Turismo 2026-2028 rappresenta un’ulteriore occasione per chi vuole investire in digitalizzazione e sostenibilità. Trattandosi di risorse a fondo perduto, il costo opportunità di restare fuori è elevato, soprattutto per le strutture extra-ricettive che devono competere con l’offerta alberghiera su standard tecnologici e di sostenibilità sempre più esigenti.

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