Prenotazioni case vacanza sostenibili raddoppiate: l'Italia guida l'Europa
Secondo il report Interhome, le prenotazioni di case vacanza sostenibili sono passate dal 16,7% al 29,5% in cinque anni. Italia prima in Europa con il 40,1% di prenotazioni green.
La sostenibilità ambientale e l’efficienza energetica non sono più argomenti di nicchia nel settore degli affitti brevi: sono diventate leve decisive che orientano le scelte dei viaggiatori e gli investimenti dei proprietari. A confermarlo con dati concreti arriva il report “Sustainable Summer Booking Trends” presentato da Interhome, uno dei principali operatori europei nella gestione professionale di case vacanza.
Un mercato che cambia in cinque anni
I numeri del rapporto tracciano una traiettoria inequivocabile. Le prenotazioni estive di strutture dotate di requisiti ecologici in Svizzera, Francia, Germania, Italia e Spagna sono più che raddoppiate nel quinquennio recente. La quota complessiva delle prenotazioni sostenibili è passata dal 16,7% al 29,5% del totale: in pratica, quasi una prenotazione su tre oggi premia una struttura con caratteristiche green.
Non si tratta di una crescita lineare, ma di un’accelerazione che ha preso slancio soprattutto dopo il 2023, quando la combinazione tra caro energia, maggiore sensibilità ambientale e nuovi obblighi normativi ha spinto proprietari e gestori a investire in efficienza energetica e dotazioni ecologiche.
Italia in testa alla classifica europea
Nella mappa dei mercati analizzati da Interhome, l’Italia conquista la maglia rosa. Nel 2025 il nostro Paese ha registrato la quota più elevata di prenotazioni sostenibili, con il 40,1% del totale, staccando nettamente Germania (36,1%), Svizzera (35,9%), Spagna (29,3%) e Francia (16,1%).
Il primato italiano non è casuale. Da un lato il Superbonus e gli incentivi fiscali per la riqualificazione energetica hanno spinto moltissimi proprietari a investire in pannelli fotovoltaici, infissi ad alta efficienza ed elettrodomestici a basso consumo. Dall’altro, la crescente attenzione degli ospiti stranieri – che rappresentano una quota significativa delle prenotazioni nel nostro Paese – verso le certificazioni ambientali ha creato un circolo virtuoso: chi investe in sostenibilità viene premiato con più prenotazioni, il che incentiva ulteriori investimenti.
Cosa cercano gli ospiti: i servizi più richiesti
Il report Interhome non si limita a fotografare le quote di mercato, ma entra nel dettaglio delle dotazioni strutturali e dei servizi che gli ospiti apprezzano maggiormente.
La raccolta differenziata ha registrato i progressi più significativi su tutta la penisola italiana, segno che anche i gestori più piccoli stanno recependo l’importanza di offrire agli ospiti gli strumenti per comportarsi in modo responsabile durante il soggiorno.
L’installazione di pannelli fotovoltaici segna il picco di crescita proprio in Italia e Spagna, due Paesi che beneficiano di un irraggiamento solare abbondante e dove il ritorno sull’investimento è più rapido. Una scelta che non solo riduce l’impronta ambientale della struttura, ma abbatte sensibilmente i costi di gestione, in particolare per il raffrescamento estivo che rappresenta una delle voci di spesa più pesanti per le case vacanza nel Sud Europa.
Le stazioni di ricarica per auto elettriche mostrano invece un forte impulso in Francia e Svizzera, mercati dove la penetrazione dei veicoli elettrici è più avanzata, ma stanno cominciando a diffondersi anche in Italia, soprattutto nelle strutture di fascia alta e in quelle situate in aree montane o rurali, dove l’auto rimane il mezzo di trasporto principale per raggiungere la destinazione.
La visione di Interhome: non solo marketing
Jorg Herrmann, CEO di Interhome, ha chiarito che l’obiettivo dell’analisi periodica va oltre la semplice fotografia del mercato. “L’obiettivo è analizzare con dati concreti il cambiamento strutturale del settore per contribuire a guidare l’evoluzione della gestione sostenibile degli affitti brevi”, ha dichiarato. Un approccio che punta a fornire ai proprietari e ai property manager strumenti oggettivi per orientare le proprie decisioni di investimento, superando la narrazione puramente valoriale della sostenibilità per ancorarla a metriche di business verificabili.
Saskia Weber, Director of Sustainability di Interhome, ha aggiunto un’osservazione importante sulle motivazioni che spingono i locatori a investire: “Un numero crescente di locatori sta investendo in colonnine di ricarica, elettrodomestici efficienti, infissi e fotovoltaico sia per elevare l’appeal commerciale dell’immobile, sia per abbattere i costi di gestione, garantendo un ampliamento costante dell’offerta green a catalogo.”
Il punto chiave evidenziato da Weber è che la sostenibilità conviene due volte: aumenta le prenotazioni e riduce i costi operativi. Non si tratta quindi di una scelta etica che sacrifica la redditività, ma di una strategia di business che allinea l’interesse economico del proprietario con le preferenze del mercato.
Cosa significa per i property manager italiani
Per chi gestisce affitti brevi in Italia, i dati Interhome offrono indicazioni operative precise. Il primo messaggio è che ignorare la sostenibilità significa rinunciare a una fetta crescente di domanda, che in Italia ha già superato il 40% delle prenotazioni. Il secondo è che non serve trasformare radicalmente la struttura da un giorno all’altro: gli interventi possono essere graduali e modulari.
La raccolta differenziata, ad esempio, ha un costo praticamente nullo ma un impatto significativo sulla percezione dell’ospite. Basta predisporre contenitori chiaramente etichettati, fornire istruzioni nella lingua dell’ospite e magari includere informazioni sulla corretta differenziazione nel book di benvenuto digitale.
L’installazione di elettrodomestici ad alta efficienza energetica, come lavatrici, lavastoviglie e condizionatori in classe A o superiore, rappresenta l’investimento con il miglior rapporto costo-beneficio. Si ammortizza in tempi relativamente brevi grazie al risparmio in bolletta e comunica immediatamente all’ospite l’attenzione del gestore verso la sostenibilità.
Per quanto riguarda gli interventi strutturali come pannelli fotovoltaici e infissi, il consiglio è di valutarli in funzione della tipologia di immobile, della zona climatica e della durata prevista dell’investimento. In molti casi, la combinazione tra incentivi fiscali ancora disponibili e il premio in termini di prenotazioni rende l’operazione conveniente anche nel breve-medio periodo.
Un altro aspetto da non sottovalutare è la comunicazione. Non basta avere una struttura sostenibile: bisogna raccontarlo nel modo giusto. Le piattaforme di prenotazione stanno introducendo filtri e badge specifici per le strutture eco-friendly, ma il vero differenziale lo fa la descrizione dell’annuncio. Invece di limitarsi a spuntare le caselle dei servizi green, è utile spiegare all’ospite cosa significa concretamente soggiornare in una struttura attenta all’ambiente: quanta energia viene prodotta dai pannelli, come funziona la raccolta differenziata in zona, quali prodotti locali e a chilometro zero sono disponibili nei dintorni.
Anche le recensioni giocano un ruolo fondamentale. Gli ospiti che hanno apprezzato l’attenzione alla sostenibilità tendono a menzionarlo nelle loro valutazioni, creando un volano di credibilità che i nuovi potenziali ospiti leggono con attenzione. Incoraggiare questo tipo di feedback, magari includendo una nota nel messaggio di check-out, può amplificare l’impatto degli investimenti green già realizzati.
Infine, va considerato il posizionamento sui motori di ricerca. I viaggiatori che cercano attivamente strutture sostenibili usano query specifiche che un annuncio ben ottimizzato può intercettare: “casa vacanza ecologica”, “affitto breve pannelli solari”, “villetta green con ricarica auto elettrica”. Inserire queste informazioni nella descrizione e nei campi strutturati dell’annuncio non solo aiuta l’ospite, ma migliora la visibilità sui portali e sui motori di ricerca tradizionali.
Un trend destinato a consolidarsi
Il rapporto Interhome conferma che la sostenibilità non è una moda passeggera ma un cambiamento strutturale del mercato turistico. Per i property manager, adeguarsi significa non solo rispondere a una domanda in forte crescita, ma anche posizionarsi come operatori professionali e attenti all’evoluzione del settore.
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