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RELSTAY raddoppia a Milano: property management tra case e uffici

La partnership RELSTAY-Paradigma Real Estate si estende agli spazi direzionali di Brera: unità da 60 a 340 mq con contratti a rinnovo mensile.

28 settembre 2026

Il property management professionale continua a crescere, e lo fa muovendosi in una direzione sempre più ampia: dalla gestione delle case vacanza e degli affitti di breve e medio termine all’intero asset immobiliare, spazi direzionali compresi. L’ultimo segnale arriva da Milano, dove la partnership tra RELSTAY, hospitality tech company italiana, e Paradigma Real Estate, società di advisory e asset management immobiliare, raddoppia la propria portata.

Una partnership che cresce

L’intesa tra le due realtà era partita alla fine del 2024 con la gestione del comparto residenziale di pregio di un prestigioso complesso immobiliare in zona Brera. Oggi quella collaborazione si estende anche agli spazi direzionali dello stesso immobile, posizionati tra via Fatebenefratelli e via Cernaia, nel cuore di una delle zone più richieste di Milano.

Per chi opera nel settore degli affitti brevi e della gestione immobiliare, la notizia merita attenzione per due ragioni. La prima è che conferma la solidità di un modello — quello del gestore professionale che prende in carico un intero edificio o un portafoglio di unità — che sta diventando sempre più centrale nel mercato italiano. La seconda è che mostra come il confine tra hospitality residenziale e gestione degli spazi di lavoro si stia progressivamente assottigliando, con operatori nati nel mondo della locazione turistica che allargano il proprio raggio d’azione.

Dal residenziale agli uffici: il modello RELSPACE

Nel dettaglio, mentre le unità abitative — soluzioni da 60 a 340 metri quadrati rivolte a soggiorni short-term e medium-term con assistenza h24 e servizio di deposito bagagli — proseguono la loro operatività ordinaria, gli spazi per ufficio vengono integrati nel portafoglio attraverso RELSPACE, il brand dedicato al segmento direzionale.

La formula proposta si colloca in una posizione intermedia tra il coworking e l’affitto tradizionale: si va da spazi da quattro postazioni fino a interi piani arredati di 340 metri quadrati, con contratti a rinnovo mensile pensati per startup, multinazionali e aziende estere che aprono sedi temporanee a Milano.

È un’evoluzione che racconta molto del momento che attraversa il mercato. La flessibilità, che nel mondo degli affitti brevi è da sempre la chiave del successo — soggiorni di pochi giorni o di qualche mese, senza vincoli pluriennali — viene oggi esportata anche al comparto degli uffici. Un cambiamento di prospettiva che interessa da vicino anche chi possiede o gestisce immobili, perché suggerisce come un singolo asset possa essere valorizzato su più fronti.

Il punto di vista degli operatori

“Gli immobili in blocco vengono valutati dai proprietari in base al rendimento complessivo dell’asset”, spiega Andrea Pellegata, CEO e co-founder di RELSTAY. “Il nostro core business rimane focalizzato sull’hospitality residenziale, ma l’estensione agli uffici tramite RELSPACE rappresenta un’evoluzione complementare capace di offrire flessibilità ed efficienza alle imprese senza vincoli pluriennali”.

La stessa lettura arriva da Alessandro Riboni, presidente di Paradigma Real Estate: “L’estensione dell’accordo al comparto direzionale nasce dai positivi risultati ottenuti nel primo anno sul residenziale. Adottare un unico modello gestionale per l’intero immobile semplifica le operazioni, accelera i tempi di riposizionamento e massimizza la redditività complessiva dell’asset”.

In entrambe le dichiarazioni emerge un concetto chiave per chi lavora in questo settore: la gestione professionale non è più soltanto una questione di check-in, pulizie e prenotazioni, ma una vera e propria strategia di valorizzazione patrimoniale. L’obiettivo non è più il singolo soggiorno, ma il rendimento complessivo dell’immobile nel tempo.

Cosa significa per host e property manager

Per i proprietari e i gestori di affitti brevi, casi come questo offrono almeno tre spunti concreti.

Il primo riguarda la diversificazione delle fonti di reddito. Un immobile non deve necessariamente avere una sola destinazione d’uso per essere redditizio: unità residenziali destinate a soggiorni brevi e medi possono convivere, nello stesso edificio, con spazi direzionali affittati a breve termine. Questa commistione riduce il rischio di vacanza e stabilizza i flussi di cassa, distribuendo il rendimento su più segmenti di mercato con cicli diversi.

Il secondo spunto riguarda la professionalizzazione della gestione. L’estensione di un accordo nato sul residenziale a tutto il resto dell’asset è la prova che un operatore professionale, capace di dimostrare risultati nel primo anno, tende ad allargare il proprio mandato. Per un host indipendente o un piccolo property manager, questo è un segnale chiaro: la qualità della gestione — dalla cura degli spazi alla comunicazione con gli ospiti, dalla manutenzione alla reportistica — è ciò che determina la crescita del business, molto più della semplice quantità di annunci pubblicati.

Il terzo spunto è più strategico: il mercato premia chi sa offrire flessibilità. La formula dei contratti a rinnovo mensile, nata nel mondo degli affitti brevi e oggi estesa agli uffici, risponde a una domanda sempre più diffusa di soluzioni agili, senza vincoli pluriennali. Chi gestisce immobili dovrebbe chiedersi se la propria offerta è allineata a questa tendenza, sia sul fronte residenziale sia su quello direzionale.

Il ruolo strategico di Milano e della zona Brera

La scelta di Brera non è casuale. Il quartiere, tra i più ambiti di Milano per posizione, pregio architettonico e vivacità culturale, attira da tempo sia una clientela internazionale in cerca di soggiorni di qualità, sia professionisti e imprese che vogliono una presenza flessibile in città. In un mercato come quello milanese — tra i più dinamici d’Europa per la locazione di breve e medio termine — la capacità di gestire in modo professionale immobili di pregio diventa un fattore competitivo decisivo.

Le unità abitative gestite da RELSTAY, con metrature comprese tra 60 e 340 metri quadrati, coprono un ampio spettro di esigenze: dal viaggiatore d’affari che soggiorna poche notti alla famiglia o al professionista che si trasferisce per qualche mese. L’assistenza h24 e il servizio di deposito bagagli completano un’offerta pensata per competere, sul piano della qualità, con la migliore ricettività alberghiera, mantenendo però la flessibilità tipica della casa.

La novità dell’accordo sta nell’aver esteso lo stesso approccio — gestione professionale, flessibilità contrattuale, cura del servizio — a un segmento storicamente separato, quello degli uffici. È qui che si gioca la partita più interessante per chi osserva il settore: la gestione dell’immobile viene finalmente pensata come un tutt’uno, indipendentemente dalla destinazione d’uso dei singoli spazi.

Perché la flessibilità sta vincendo

Il successo dei contratti a rinnovo mensile, tanto nel residenziale quanto ora nel direzionale, non è un caso isolato. Negli ultimi anni la domanda di soluzioni abitative e lavorative flessibili è cresciuta in modo costante, spinta da mobilità professionale, smart working e da un approccio più dinamico alla ricerca di spazi. Le imprese, in particolare quelle estere che aprono sedi temporanee in Italia, cercano soluzioni pronte all’uso, senza gli oneri e i vincoli di un contratto pluriennale tradizionale.

Per i proprietari, questo significa poter intercettare più tipologie di inquilini con lo stesso asset, riducendo il rischio legato alla dipendenza da un unico canale di reddito. Un appartamento che in alta stagione rende come locazione turistica può, nei periodi di bassa domanda, essere affittato a medio termine a un professionista o a una famiglia in trasferta. Un piano uffici arredato può accogliere una startup per sei mesi e poi una multinazionale per un progetto specifico.

È la stessa logica che anima il mondo degli affitti brevi da anni: massimizzare l’occupazione e il rendimento, adattando l’offerta alla domanda reale del momento. La sua estensione al comparto direzionale dimostra che il modello funziona anche al di fuori dell’hospitality pura.

Un settore in evoluzione

La vicenda RELSTAY-Paradigma Real Estate si inserisce in un quadro più ampio di consolidamento e maturazione del property management italiano. Da tempo il settore sta superando la fase dell’improvvisazione, in cui bastava un annuncio ben fatto su una piattaforma per generare prenotazioni, per entrare in una fase più strutturata, in cui competenze tecniche, fiscali e operative fanno la differenza.

In questo contesto, l’estensione della gestione professionale agli spazi direzionali è un’ulteriore conferma che il confine tra i diversi segmenti dell’ospitalità e del real estate si sta ridefinendo. Gli operatori più attenti stanno già trasformando questa evoluzione in opportunità, offrendo ai proprietari una gestione integrata dell’intero patrimonio.

Se stai valutando di affidare il tuo immobile a una gestione professionale, o vuoi capire come valorizzare al meglio il tuo portafoglio di case e appartamenti, scopri come funziona il nostro servizio e parla con il nostro team: ti aiutiamo a definire la strategia più adatta al tuo caso, dal soggiorno breve alla gestione di lungo periodo. Per qualsiasi domanda, contattaci.

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