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Affitti brevi Venezia e Murano: controlli a tappeto, sanzioni oltre 6.000 euro

Operazione congiunta Polizia locale e Guardia di Finanza a Murano: 14 strutture ispezionate, 11 irregolari, sanzioni per 6.267 euro. Ecco le violazioni più frequenti e come evitarle.

30 agosto 2026

Una nuova operazione di contrasto all’abusivismo ricettivo mette sotto la lente d’ingrandimento gli affitti brevi e le locazioni turistiche della laguna. Nei giorni scorsi, il Nucleo di Polizia Tributaria della Polizia locale di Venezia, in stretta sinergia con la Guardia di Finanza, ha condotto un’ispezione capillare sull’isola di Murano, controllando quattordici strutture ricettive. Il bilancio non lascia spazio a dubbi: undici risultate irregolari, due regolari e una ancora in fase di accertamento, per un totale di sanzioni e elisioni pecuniarie pari a 6.267 euro, a cui si aggiungono sette diffide formali e un verbale di contestazione per il Canone RAI speciale.

Il dettaglio delle violazioni contestate

L’operazione, scattata sia d’iniziativa degli organi accertatori sia sulla base di segnalazioni e analisi mirate del territorio, ha fatto emergere uno spaccato preciso delle irregolarità più diffuse tra chi affitta a turisti senza essere pienamente in regola. Al centro dei controlli ci sono soprattutto gli obblighi identificativi e le norme di sicurezza per gli ospiti, i due fronti su cui si concentra l’attenzione delle autorità.

Sul fronte del Codice Identificativo Nazionale, due locazioni turistiche sono risultate completamente prive del CIN, obbligatorio ai sensi dell’articolo 13-ter del decreto legge 145 del 2023. La sanzione è di 1.600 euro per ciascuna struttura, per un totale di 3.200 euro. In altre sette strutture è stata invece contestata la mancata esposizione del CIN al pubblico o all’interno dell’immobile, con conseguenti diffide amministrative.

Il dato più preoccupante riguarda però la sicurezza. In un’abitazione sono stati riscontrati gravi inadempimenti: mancavano i dispositivi obbligatori per la rilevazione di gas combustibili e monossido di carbonio, mentre l’estintore presente non era stato revisionato. Per queste violazioni sono stati elevati due verbali da 1.200 euro ciascuno, per complessivi 2.400 euro. Presso la stessa struttura è stato inoltre redatto un verbale per la presenza non dichiarata di tre apparecchi televisivi, con conseguente contestazione per il Canone RAI speciale, ed è scattata un’ulteriore diffida per la mancata esposizione del CIN.

Infine, un alloggio turistico non attivo è risultato in violazione dell’articolo 33 della Legge Regionale 11 del 2013, che impone la comunicazione di chiusura temporanea o definitiva dell’attività, ed è stato sanzionato con un verbale da 667 euro.

Un segnale che riguarda tutta la laguna

Quello di Murano non è un episodio isolato. L’operazione si inserisce in una più ampia attività congiunta di contrasto all’abusivismo ricettivo condotta da Polizia locale e Guardia di Finanza. Già lo scorso 2 giugno, nel corso di verifiche nel centro storico, erano state controllate quattordici attività ricettive, dodici delle quali risultate irregolari, con sanzioni amministrative complessive superiori a 26mila euro.

Il messaggio che emerge è inequivocabile: i controlli proseguiranno sul territorio comunale con l’obiettivo di tutelare gli ospiti, gli operatori regolari e le corrette condizioni di concorrenza nel settore turistico. Per chi gestisce un affitto breve o una locazione turistica a Venezia, Murano o nelle isole della laguna, la fase delle verifiche “a campione” sembra ormai superata: le ispezioni sono diventate sistematiche, mirate e, soprattutto, sempre più frequenti.

“Continua il rafforzamento dei controlli indicato dal sindaco Simone Venturini fin dai primi mesi di questa Amministrazione”, ha dichiarato il vicesindaco e assessore alla Sicurezza urbana, Francesca Zaccariotto. “Un’azione che riguarda il decoro, la sicurezza urbana e il rispetto delle regole e che stiamo portando avanti a 360 gradi, dagli illeciti commerciali alle irregolarità che interessano, come in questo caso, il settore turistico. L’attenzione deve restare alta in tutto il territorio comunale: chi svolge un’attività deve farlo nel rispetto delle norme e delle persone”.

La difesa degli operatori onesti

Sul fronte del turismo, la linea è altrettanto chiara. “Tutelare la qualità dell’offerta turistica significa anche tutelare tutti quegli operatori che lavorano seriamente, investono nella propria attività e ogni giorno garantiscono un’accoglienza all’altezza della nostra città”, ha aggiunto l’assessore al Turismo, Silvia Peruzzo Meggetto. “Con la Guardia di Finanza e la Polizia locale abbiamo inaugurato una nuova stagione di controlli rigorosi e capillari, proprio per difendere chi rispetta le regole da forme di concorrenza sleale e per garantire trasparenza, sicurezza e qualità nel mercato dell’ospitalità”.

È un punto importante da sottolineare: l’intensificazione dei controlli non è diretta contro il settore degli affitti brevi in quanto tale, ma contro l’abusivismo che ne inquina il mercato. Ogni struttura non in regola, ogni host che evade gli obblighi, danneggia in primo luogo i gestori onesti che investono in sicurezza, adempimenti e qualità del servizio, e che si trovano a competere con operatori che operano in condizioni di vantaggio sleale.

Le lezioni da portare a casa per host e property manager

Questa operazione offre uno spaccato concreto e utilissimo degli errori più frequenti che portano alle sanzioni. Il quadro che emerge è coerente con quanto si osserva in altre città italiane: la maggior parte delle irregolarità riguarda il CIN e la sicurezza, non la tassazione. Vediamo i punti critici emersi dai controlli di Murano, utili per ogni gestore.

Il primo e più ricorrente è il CIN. La mancanza totale del codice è la violazione più grave, sanzionata con 1.600 euro a struttura, ma anche la semplice mancata esposizione del codice nell’annuncio o all’interno dell’immobile fa scattare diffide e contestazioni. Il CIN va richiesto prima di iniziare ad affittare, indicato su ogni portale e piattaforma e ben visibile all’interno dell’alloggio. Per chi non ha ancora completato l’iter, la guida completa al Codice Identificativo Nazionale riassume scadenze, modalità di richiesta e obblighi di esposizione regione per regione.

Il secondo fronte è la sicurezza degli ospiti. I rilevatori di gas combustibili e monossido di carbonio e l’estintore revisionato non sono accessori facoltativi: la loro assenza è stata sanzionata con 1.200 euro a verbale. Prima di ogni stagione, vale la pena verificare che i dispositivi siano presenti, funzionanti e conformi, e che le revisioni siano in corso di validità.

Il terzo aspetto riguarda gli adempimenti di chiusura e apertura. Chi sospende temporaneamente o chiude definitivamente l’attività deve comunicarlo secondo quanto previsto dalla normativa regionale: nel caso di Venezia, la violazione dell’obbligo di comunicazione è costata 667 euro a un alloggio non attivo. Anche il Canone RAI speciale, spesso dimenticato, è finito nel mirino: tre televisori non dichiarati hanno fatto scattare un verbale dedicato.

Un trend che non riguarda solo Venezia

L’operazione di Murano si inserisce in un contesto nazionale in cui i controlli sugli affitti brevi stanno diventando strutturali. Dalla Sardegna al Piemonte, i corpi di polizia e le amministrazioni comunali stanno intensificando le verifiche, concentrandosi proprio su CIN, sicurezza e regolarità amministrativa. La stagione estiva, con il suo picco di presenze e di strutture attive, è il momento in cui le ispezioni si moltiplicano.

Per un host o un property manager, il rischio non è soltanto economico: una sanzione o una diffida possono compromettere la reputazione, la fiducia degli ospiti e la continuità dell’attività. La prevenzione resta l’arma più efficace: verificare periodicamente che ogni adempimento sia in ordine, dalla richiesta del CIN alla revisione degli estintori, passando per la comunicazione di eventuali variazioni dell’attività.

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